Se tu emettessi sibili acuti laddove il mio cuore batte presso la costa frastagliata risuonerebbero con un suono di ruote come acque tumultuose, come sangue con un crepitio di fiamme che ardono. Hanno il rumore dei sogni o dello scalpitio di cavalli e se soffiassi sul mio cuore sul limitare della schiuma sarebbero rintocchi diContinua a leggere “Il mandorlo fiorito”
Archivi dell'autore:Marco Galvagni
Fra una petraia e un ciclamino
Fra il carcere e l’aria libera, tra i pugni e le carezze, fra una petraia e un ciclamino vi son diversità più ammalianti che tra la pioggia e il vento, l’uomo e la donna. Mio elemento primario cespuglio di metamorfosi il tetto delle stelle si distendeva in un dicembre di corvi che sfumavano nelle nebbieContinua a leggere “Fra una petraia e un ciclamino”
Il mondo da una mongolfiera
Scappa attraverso il paesaggio rupestre,capelli corvini e occhi scuri,fra le fronde e le carezze del ventogambe tornite in calze di sabbia,immemore in tutti i veli di ruscelli.Ultimo palpito s’un volto trasfigurato. Nella placidità del suo corpoavanza una sfera di neve,sulla pelle un neo di silenzio.Le sue mani, archi canorifrantumano ogni luce d’alba.Nella sua dimora contaContinua a leggere “Il mondo da una mongolfiera”
UN ALBERO
Un vago albero i cui rami son ruscelli bevono alla sorgente del sole, i pesci squamati d’argento cantano come perle, padroneggiano i miei capricci. Poi una donna dalla bocca di fragola, di rose vermiglie che s’aprono come conchiglie è fiamma braccata dalla linfa dei desideri, sarà amante irresistibile impastata di rosa- sul tappeto erboso ciContinua a leggere “UN ALBERO”
L’orgoglio dei vivi
Alla memoria di mio padre Ascolta l’impalpabileritmo del tempo:sarai pronto nell’oradell’agoniae sconfiggerai le tenebrecon la forza del silenzio;quella forzache, tenace, attraversa i secolie fa risplenderecon gran fulgoreil mistero cui t’avvicini.Scaccerail’orgoglio dei vivicon la promessa dell’eternitàe solcherai la vicenda dolcedella tua vitapenetrando il buiocon la tua scorza di diamante. Vivrai il tarlo che rodela tua coscienzaContinua a leggere “L’orgoglio dei vivi”
COME ROCCIA E COME GALLO
Battevano le campane della neve in un dicembre fra i nostri segreti tu m’infondevi coraggio con te ogni annata sarà lieta- l’alito di pesca delle mie labbra sarà l’avventura d’un elemento primario. Solo per quest’anno serberemo la resistenza di giovinezza, la nudità dell’erba dei tuoi occhi luminosi- presto sentirò le tue labbra dischiuse in treContinua a leggere “COME ROCCIA E COME GALLO”
Il silenzio acuto del mattino
Alla memoria di mio padre Ho annodatoa ciottoli levigatiil fluire dei miei ricordi.Forse era l’aurora cremisiche si specchiava nei solchidelle rare onde,forse la magiadel silenzio acuto del mattino.Forse la quiete infinitaed il confluire d’umane speranzetipici d’ogni albain qualunque angolo del mondo.Forse un po’ di tutto ciòmischiato all’amore per la vita:e noi in simbiotica armoniasu queiContinua a leggere “Il silenzio acuto del mattino”
L’ARCOBALENO
Annego nell’inchiostrola seta fine che avvolgeil mio sonnotra voli notturnidi pipistrelli e schiamazzimattutini delle lavandaie.In un’ aria di cartacerco di dirigereil traffico delle mie passionie, lasciandomi lambiredalla brezza amica,mi riposo all’ombradella grande querciaascoltando canzoni di ieri.Il tempo, intanto, immemoredelle mie sofferenze,ambisce solo a spargerela mia cenere dolcenell’armonia dello spazio remotodove le stelle per noi sonContinua a leggere “L’ARCOBALENO”
IL PAZZO
Il pazzo è un vino diverso che sa di more, un lampo nel buio che reclama attenzione. E’ l’anomalia d’oggi, mondo corrotto, ti esige nello schema come un’immensa catena dove ognuno recita per sé, monotona cantilena che non ammette diversità. E’ il gatto di marmo dalle sette vite che ghigna beffardo; il cane sciolto, ilContinua a leggere “IL PAZZO”
LA FOLGORE D’UN INCENDIO
La miseria rampicava ancora sulle mura, morte riteneva di palesarsi- hai una folta schiera di amanti risoluti a procedere sfidandosi. Ambivano ad inebriarsi di se stessi i loro sguardi sognavano di suggere il miele, amavano il tuo cielo per gli ardori, erano nati per penetrare nel nostro autunno. Quanti baci appassionati pascendo sotto la lunaContinua a leggere “LA FOLGORE D’UN INCENDIO”