LA SPADA D’OSSIDIANA

Sei una goccia di luce

caduta dal cuore dell’universo

con intensi bagliori di stelle,

non cometa che sa d’assenza

ma indelebile presenza,

terra di papaveri e baci.

Acqua rosea che scivola

nel letto d’un fiume in una prateria

con una diga a monte

che non ha franto il lago grigiastro

di ricordi d’uccelli feriti-

ora sei un frutto fra le mie mani.

Brillano astri caldi,

la loro luce cola

sulle tegole del tetto della dimora.

Allora mi sento folle,

ho sete di te,

prima rondine a primavera.

Esisti e t’amo

incidendo nel rame il tuo nome

a lettere di fuoco,

mi restituisci la ghirlanda.

Con la spada d’ossidiana

m’intrufolo in un gomitolo di lenzuola.

Pubblicato da Marco Galvagni

Poeta, saggista e critico letterario.

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