Il nostro asilo di luce

La finestra aperta della vita

veste dolcemente il tuo viso

immacolato nel suo candore-

tu serbi in questo canestro

la nostra ragione di esistere

perché sei saggia quanto bella.

Ecco la magnifica storia di noi-

tagliati apposta per l’amore e il piacere-

le tue parole giungono senza veli.

Saliremo giunti alle stelle nell’ultimo arcobaleno

con una falce di luna che occhieggerà gentile

nel nostro asilo di luce.

Il roseto

Scendi dalle stelle, beneamata,

in modo che tu partecipi al mio piacere,

violaciocca pervinca del nostro giardino,

rosa sgargiante colta nel roseto antistante,

coi tuoi occhi nocciola scandisci la luce,

col tuo cuore generoso hai sostanza che amo.

La tua quieta speranza è un tesoro favoloso,

hai un corteo infiammato di pretendenti-

io stenderò un tappeto d’arazzi

ovunque tu passi ammirata da questi aligeri-

non è solo la forza che t’abita ma il vanto

di leggere gioia nelle semplici linee del presente.

Il nostro viaggio felice

Con la rosa bianca

reclinata sul suo viso di dea

m’aprì le strade dell’infinito

poiché ora m’attendeva solo

la sua chiarezza notturna,

la luce dell’aria accesa sopra la terra.

Benché il rigore dell’inverno

chiuda con le sue lance trasparenti

i mari e i fiumi di ghiaccio

ardono le nostre vite in mezzo alla neve

scintillando ad ogni ora nella terra

Illuminata da lance di sole giallo grano.

La notte scenderò dalle stelle

amandoti e amando il nostro viaggio felice.

I sottili pensieri di canto

Verso quei crepuscoli di miele

in cui i tuoi occhi incrociano i miei

sete di te m’incalza nelle notti

affamate di te in cui la mia mano tremante

si leva fino a cingerti la vita,

pazza sete di corona d’alberi frumento.

Veleggio verso le sere in cui i tuoi occhi

incrocino i miei di giada, attendendoti.

Sei l’astro che accende a tinte rosse

di passione le nostre notti,

donna colma di domande audaci

alle quali, a tutte, io rispondo.

La tua voce per me è come musica

che si traduce in sottili pensieri di canto.

La mia isola

Siamo due piante che s’innalzarono

insieme, con radici intricate,

conosci la terra e la pioggia

come la mia bocca avida di baci

perché di terra e di pioggia siamo fatti.

A volte penso che nel nostro crepuscolo

dormiremo nella pace dei sensi

rimirando quell’oceano di baci

che ci indusse ad amare.

Nell’acqua non vi sono reti d’oblio,

ora vi sono solo i nostri segreti.

Amor mio amami addormentata

e senza veli poiché sei la mia isola

nascosta nella cavità dei sogni.

E, quando anch’io me ne andrò addormentato,

lascia le mie mani tra i tuoi segni spogli

in modo che palpiti bagnata dalla pioggia.

Infrante chimere

Lambiscimi con gesti di gioia,

una parola d’assedio d’infrante chimere,

una sillaba più vicina alla tua bocca-

mi promette aurore di miele

fluttuando perso nei capelli corvini

dedicandoti, in un sorriso di luna,

strofe d’acqua e di cielo.

Pensieri che non t’appartengono

si tradurranno in note di canto

e ti empiranno d’oro le mani canore.

Frattanto raggianti ruote di pietra

avvolgono il paesaggio rupestre,

raggi d’oro calpestano i campanili.

Tu scrivi margherite sull’erba dei campi.

Quando avvicino il cielo

con le mie mani per destarmi

nelle lame di luce diafana

i tuoi baci si appiccicheranno

come lumache alla mia schiena-

gireranno i calendari e sortiranno

nel mondo i giorni come foglie azzurre;

comparirai nel mio spazio, nel mio anello

ora solo verbo ed inferno.

Ti guarderai in una lacrima,

t’asciugherai gli occhi dove fui-

ora d’improvviso piove verde ma il mio cielo s’è fatto roseo.

Il paese del sogno

Nel nostro cielo al crepuscolo

hai forma di nube velata

e il tuo colore è rosso vermiglio,

donna dalle labbra dolci:                               

vivono in te i miei sogni

e t’abitano colori infiniti.

La mia anima è accesa in te

tale ad una lampada

che ti fa rosei i piedi

con unghie dalla rossa pittura.

Ora sei mia, vado cantando

nella brezza della sera,

sei donna prigioniera,

amor mio, nella rete della mia musica.

Mentre veleggiano le nostre anime

in simbiosi, inizia il paese del sogno.

        Un sottile canto                                                                                                                                               

Il battito del mio cuore cade su te

e i suoi giorni nelle tue orecchie,                        

rari gufi vi sono sulla nostra unione

e le lacrime che scesero a gocce

circondarono la tua gola

bruciandoti la voce come un ghiaccio.

Perché parli con un sottile canto

ed esce una rondine dal nido

della tua lingua di fata?

Forse perché sei figlia della luna

e dei riflessi azzurri delle stelle

mentre ti abita solo una luce frumento.

Io, per me, ti attendo nell’oscurità

sgocciolata di umidità, sulla riva

dell’acqua della notte.

Semi d’un tesoro

Soltanto la luce di questo mattino

penetrante come un ago nel raso

apre il mio sguardo diafano

e il tuo intarsiato di pagliuzze

come semi d’un tesoro nascente

sotto le foglie della tua corona dorata.

Sarà, per la rotta tracciata verso te,

un gioco esaltante di domande

rosse scarlatte come le notti con te

con il solenne rischio di rifiuti.

Perché i primi balbettii di felicità

nacquero timidi sotto veli di rugiada.