Notte d’amore

La notte silenziosa viene franta
dal suono di campanelle dei tuoi bracciali
mentre s’accende fra noi un’idea fra le lenzuola.

E’ identica alla luce del tuo volto,
una luce di luna dove le pianure son mari di pensieri
bagnati d’amore dalla carezza di sospiranti sogni.

E in questa notte avvolta in cespugli di nebbia
ma dal cuore sereno e candido
sei il turbinio dell’uragano acceso della passione

spira sferzante sulle tegole sopra la stanza da letto.

Io nella tua assenza coglierei l’inquieto abbandono
ad un oceano di sentimenti bagnato da pioggia di lacrime
ma ora ci sei tu, amore, che splendi come una conca d’oro.

Perché io vivo della tua presenza
entrata nella memoria un indelebile inverno
ed ora strofa d’acqua del mare dei miei pensieri di canto.

Figlia del vento

La cintura della tua veste

ti cinge in un abbraccio

volando sull’abito turchese-

appari una monaca pellegrina

ma col tuo sguardo etereo

mi fa immaginare imminenti saliscendi.

Fata scesa dal mantello del cielo

con gli occhi dalle immense orbite

con le iridi nocciola

sei il feroce pungolo per svettare

sulle ali del firmamento.

Tu, figlia del vento che adombri il sole

mentre ci corichiamo tra fili d’erba gialla.

Fuoco che sfavilla

Scalfisco l’avorio dei denti

con una magnolia

intessendo la rete

di ciclamini del bosco.

Colei che cinge le mie spalle

è la regina dei laghi, dei mari,

delle anse degli scogli

in cui passeggeremo giunti nella rena.

Per le gocce cadute dal cielo

non c’è primavera rosata

ma ecco la donna di cui incrociai gli occhi,

mi sorrise in un’eco di gioia

e nella danza delle foglie,

girando come un orologio i calendari,

la colgo nella cute madida

dopo essersi sciolta la chioma-

dapprima un bagliore nel silenzio

poi stella scesa dal turchino,

fuoco che sfavilla.

Un’idea simbiotica

Come una libellula

in un refolo acuto di vento

la mia bella vola tale ad una farfalla

spargendo sulla rugiada dell’erba

profumi all’acqua di rose, rimirandomi

con pupille assetate di baci.

Ha luce folgorante

come il grano dei suoi capelli;

fra le anche un fremito,

può orlare le corolle d’acqua

sopra le foreste che brillano

e sotto la maschera sono più incantevoli

i suoi occhi nocciola.

Sono la sua ape sulla coscia-

feroce pungolo che non l’abbandonerà

né tra le viuzze, né sulla paglia dell’acqua,

né fra le madide lenzuola.

Io e l’incenso della sua chioma frumento

siamo un’idea simbiotica che vola verso il turchino.

Pensieri d’amore

Quando d’improvviso fuoriesce

acqua sorgiva da una florida fonte

è come lo scintillio del tuo sorriso

nato nei riflessi della neve

un gelido inverno coi fiocchi

a far da manto ai nostri sguardi

già scintillanti d’amore.

Sei la mia stella dorata,

illumini l’intera dimora,

la passioni notturne-

con te mi stendo sul bagnasciuga

a schiumare i nostri pensieri

palpitanti d’immagini colorate,

rosei quando fai capricci di femmina.

Dischiuso anello dell’oblio

Dischiuso anello dell’oblio,

gioiello che riluce nella sua aura,

mimosa profumata un po’ collerica

accendi bagliori d’infinito

nella mia fragrante pelle

che ambisce solo a congiungersi a te

in notti dal profumo d’amore

vibranti d’aromi e ronzii

come quell’insetto malevolo

che ti cadde sulla veste turchese.

Mai ti dimenticherò,

regina di rara bellezza,

dall’animo del candore d’un giglio-

ci ritroveremo in campi di stelle

che ammiro quando solco di notte le vie

e mi sento estasiato in un’unione

che prelude ad un tenero connubio

di dolcezze che ti farò con dieci dita.

Illumini la mia vita

I tuoi piedi di velluto nell’ombra,

le mie mani nella luce

guidano il volo d’aquila reale-

le mie labbra sulle tue conobbero il fuoco.

Coi baci che m’insegnasti,

in un palpitare d’immagini colorate,

imparai a conoscere la stella

scesa per miracolo dal camino

ad illuminare l’intera dimora.

Hai cuore di prato vermiglio,

gambe tornite in calze di sabbia,

chioma di cereale, grano

fluttuante nel vento come un fiore d’aprile,

anima candida come un giglio-

illumini la mia vita ora che viviamo giunti

in un prato di corolle di rugiada.

Un universo di magia

Sei nei miei occhi smeraldo

con le tue trionfali iridi nocciola,

riflesso di donna fulva

mio tesoro favoloso

d’un amore schiuso dalle porte

del tuo ideale calore.

Non ho che te in questo mondo,

nelle sue viuzze, contrade e metropoli-

le nuvole che fanno da tetto

son sempre rosate, prive di cirri

e quand’anche scendessero aghi di pioggia

ci ubriacherebbero solo di felicità.

Siamo due astri orbitanti in un universo di magia.

Ghirlanda gialla

T’amo perché sei infinita,

la mia ancella profumata

e mi stupisco del tuo viso

di girasole, di ghirlanda gialla-

sei nata per me, per essere

la mia fiamma iridescente.

Sui litorali c’inebriamo

della schiuma delle onde,

aspirando aromi salmastri;

d’inverno rimiriamo

i cervi sulle montagne

e ci gettiamo nella neve giocando.

Sei la stella gemella

in ogni stagione-

hai sguardo sfolgorante,

ti stendo un tappeto di diamanti

ovunque passi ammirata

da uno stuolo di passanti smaniosi.

Nel rossore del crepuscolo

mi getto a capofitto con te

in un gomitolo di lenzuola.

L’alba filtra una lama di luce

dalle persiane e ci coglie

sempre avviluppati e madidi.

Foglie d’acqua

Un refolo di vento caldo

scompiglia i tuoi capelli dorati

nati dal sole in una terra di grano,

noi tra foglie d’acqua

ci abbeveriamo le labbra

invase dalla sete.

E’ un’estate in cui tumidi

ci stendiamo fra gli arenicoli

stupiti come se fosse la prima volta

d’amore nei nostri pensieri,

poi ci lanciamo in corolle di spuma

per volare sopra le onde come rondini innamorate.

Perché l’alba e il crepuscolo sono il nostro sorriso.