Fuggii come un marinaio dal diario dei pensieri d’un vascello dorato rinunciando per te, amore mio, a porti con mille labbra da baciare ricevendo missive affrancate con filigrana straniera. Perché è la tua ora, dea di luna, ora dell’odor di nardo fuoriuscito da un giardino di roseti. Di rado cade pioggia, timida come crepe diContinua a leggere “DEA DI LUNA”
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Recensione del Prof. Carlo Di Legge al mio decimo volume Le note dell’anima (Transeuropa) 2020, già vincitore del Premio Speciale Giuria Critica nel Concorso Nazionale Fiori d’inverno.
Il nuovo libro di Marco Galvagni tiene fede al titolo: si tratta di annotazioni tratte dall’anima, questi versi di caratteri molto vivi, visivi come nella più pura tradizione della poesia, sono dovuti all’intimità di un’anima solitaria, introversa e dedita, entusiasta e tormentata, indomabile all’apparenza. Le tre composizioni dell’inizio (Via Mario Pagano, L’arcobaleno, L’orgoglio dei vivi)Continua a leggere “Recensione del Prof. Carlo Di Legge al mio decimo volume Le note dell’anima (Transeuropa) 2020, già vincitore del Premio Speciale Giuria Critica nel Concorso Nazionale Fiori d’inverno.”
L’AZZURRA SALUBRITA’ DELL’ARIA
Sei la pianta maggiore coinvolta nel mio fuoco scura con aroma di rugiada. Stella dalla fronte spianata il tuo cuore, i tuoi occhi per me son astri. Rondini a primavera veleggeranno nel cielo in un gruzzolo di luce, diafani l’acqua, le terre, gli anelli di frescura nell’azzurra salubrità dell’aria. C’è un vento d’uragano, uragano diContinua a leggere “L’AZZURRA SALUBRITA’ DELL’ARIA”
AMORE DALLE TRECCE DI SOLE
Amore dalle trecce di sole, dalle coppe a forma di colomba intenta malgrado la notte che avanza nell’abisso del piacere indulge al mio desiderio d’amare, ai miei sconfinati sogni innocenti. Dopo pendii innevati i nostri occhi chiudono le loro finestre nelle quattro mura di cartone della nostra intimità di baci incarnati- la tua immagine latenteContinua a leggere “AMORE DALLE TRECCE DI SOLE”
UN SOLO ZAMPILLIO
Apparteniamo ai greti dei ruscelli più lieti. Conosciamo il limbo del fiume più acceso delle praterie fiorite. Viviamo in un solo zampillio, apparteniamo al porto più felice. Lontani i fiori avvizziti delle vacanze altrui avanza appena un’ombra di paesaggio, si eclissano le strettoie della libertà- portone che si dischiuderà con un chiavistello. Speranza ci logoravaContinua a leggere “UN SOLO ZAMPILLIO”
NEL MEDESIMO RUSCELLO
Spostiamo insieme distanti gli argini d’un fiume denso d’una grassa prateria di fiori, viviamo nel medesimo ruscello scaturito da una florida fonte, apparteniamo ai lidi più felici. Filari di pioppi lo ornano, son legni che viaggiano sulle onde, il nostro peso immobile scava il paesaggio rupestre- ogni accordo di consonanza mai concluso s’è dissolto. NellaContinua a leggere “NEL MEDESIMO RUSCELLO”
PERCHE’ PER ME SEI LA PIU’ BELLA
Ely, nel mio cuore ti lascio un fremito diamantato, ciò che da te non ebbi ma che mi donerai come un diadema stellato figlio d’un antico incantesimo. Il mio amore è un uccello ferito e io ne sarò la panacea. Perché per me sei la più bella. Hai tatuaggi di nuvole, cigni e gabbiani nonContinua a leggere “PERCHE’ PER ME SEI LA PIU’ BELLA”
PERCHE’ PER ME SEI LA PIU’ BELLA
Ely, nel mio cuore ti lascio un fremito diamantato, ciò che da te non ebbi ma che mi donerai come un diadema stellato figlio d’un antico incantesimo. Il mio amore è un uccello ferito e io ne sarò la panacea. Perché per me sei la più bella. Hai tatuaggi di nuvole, cigni e gabbiani nonContinua a leggere “PERCHE’ PER ME SEI LA PIU’ BELLA”
IL MONDO DA UNA MONGOLFIERA
Scappa attraverso il paesaggio rupestre,capelli corvini e occhi scuri,fra le fronde e le carezze del ventogambe tornite in calze di sabbia,immemore in tutti i veli di ruscelli.Ultimo palpito s’un volto trasfigurato. Nella placidità del suo corpoavanza una sfera di neve,sulla pelle un neo di silenzio.Le sue mani, archi canorifrantumano ogni luce d’alba.Nella sua dimora contaContinua a leggere “IL MONDO DA UNA MONGOLFIERA”
Sul lungofiume
Piante maggiori coinvolte nel fuoco, bionde o brulle, bruma o rugiada, fiori estremi maledetti. I tuoi seni di grazie accettate, risate fra gli alberi, corse affannate. Sono venti d’uragano. Uragano che protegge le sue creature frantuma steli di luce assegna erbe agli insetti nelle fumate dell’autunno, nelle ceneri dell’inverno. Randagia dalla fronte spianata, il suoContinua a leggere “Sul lungofiume”