Al primo raggio d’oro

Stamane, al primo raggio d’oro,

ho riempito di baci le tue guance

lambendo la tua dolce seta.

Ogni aurora dall’aria sottile

amo salutarti con una carezza delle mie labbra,

tu timida e confusa rispondi, rosse le gote tue.

Tra un bacio e l’altro l’inesprimibile nulla

come quando colsi il tuo fiore

in un crepuscolo velato da aghi di pioggia

fra trecce grigie e rosate di nubi

d’un cielo specchio dei nostri destini

in giorni dapprima tetri e bigi-

si snodarono nell’ansa dei nostri segreti

in drappi di pennellate che io davo

in grafemi al cielo dei desideri.

Tutto attendendo il primo bacio

profumato delle rose dell’aurora

dove felici ci saremmo ricongiunti

feriti d’amore dagli aghi di pino

o bagnati di passione da carezze di rugiada

rotolandoci innamorati nell’erba

e le sottili note di canto per te

son diventate la dolce storia

della lingua tramutata in favola d’amore

ora che m’appartieni come le stelle alla notte

e sei il velluto di terra su cui pongo le orme,

ogni boccata d’aria che respiro.

Pubblicato da Marco Galvagni

Poeta, saggista e critico letterario.

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