Sui prati del cielo della strada,
fra i panni sulle finestre delle case,
lei scherzava mai annoiata
poi rimaneva immobile sull’uscio
perché richiudessi su di lei
le porte pesanti dell’impossibile.
La mia stella accesa
passeggia s’un tappeto erboso,
lei è sole che scende a picco
sulle mie palpebre semichiuse,
calore che sfavilla nelle mie mani protese,
fanciulla sanguigna fuoco nelle notti.