Un forno di mattoni stupefatto

Da lungo tempo le mie dita

toccano il tuo corpo fragrante di miele:

sei compatta come il pane e il legno,

sei minerale di sicuro splendore,

hai peso d’acacia, di terra, di cereale.

So che esisti perché i tuoi occhi volano

Illuminandomi e danno luce alle mie mani,

alle mie unghie come una finestra aperta.

Di fango fosti creata e dalle stelle cotta

in un forno di mattoni stupefatto.

Tu cadrai con me come pietra nella tomba.

Pubblicato da Marco Galvagni

Poeta, saggista e critico letterario.

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