Vieni, vieni da me usignolo

Nel fitto del mio petto

cadendo goccia a goccia sul cuore

il tuo nome come un sigillo

apre ampie conche d’oro.

Come in un sogno bollente estivo

da lontano mi chiami.

Anch’io rispondo a lettere di fuoco

Ely e sussurro: “vieni, vieni da me

nella tua aura dorata

come un usignolo nel sottobosco

poiché da tempo immemore t’attendo.”

Pubblicato da Marco Galvagni

Poeta, saggista e critico letterario.

Lascia un commento