La mia isola

Siamo due piante che s’innalzarono

insieme, con radici intricate,

conosci la terra e la pioggia

come la mia bocca avida di baci

perché di terra e di pioggia siamo fatti.

A volte penso che nel nostro crepuscolo

dormiremo nella pace dei sensi

rimirando quell’oceano di baci

che ci indusse ad amare.

Nell’acqua non vi sono reti d’oblio,

ora vi sono solo i nostri segreti.

Amor mio amami addormentata

e senza veli poiché sei la mia isola

nascosta nella cavità dei sogni.

E, quando anch’io me ne andrò addormentato,

lascia le mie mani tra i tuoi segni spogli

in modo che palpiti bagnata dalla pioggia.

Pubblicato da Marco Galvagni

Poeta, saggista e critico letterario.

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