Un sottile canto                                                                                                                                               

Il battito del mio cuore cade su te

e i suoi giorni nelle tue orecchie,                        

rari gufi vi sono sulla nostra unione

e le lacrime che scesero a gocce

circondarono la tua gola

bruciandoti la voce come un ghiaccio.

Perché parli con un sottile canto

ed esce una rondine dal nido

della tua lingua di fata?

Forse perché sei figlia della luna

e dei riflessi azzurri delle stelle

mentre ti abita solo una luce frumento.

Io, per me, ti attendo nell’oscurità

sgocciolata di umidità, sulla riva

dell’acqua della notte.

Pubblicato da Marco Galvagni

Poeta, saggista e critico letterario.

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