Nei limiti d’abbacinata primavera,
donna dai piedi di velluto,
sei prodigiosa tentazione-
dapprima nuvola immobile
ora rosso incenso,
quella che lodo.
Ti narro dei tuoi occhi,
color nocciola, un incanto
non vi sono pietre più lucenti,
della mia felicità di stella
dinnanzi all’uomo che conquistasti-
regina come un ruscello nella rena.
Fra i flutti del giorno
e il porto della notte,
fra acqua e sabbia
non vi son né varchi né distanze.
Fra i tuoi occhi e le loro immagini
c’è la costiera frastagliata e verdeggiante.
L’antica facola
s’è fatta fiamma che si erge
fra cinguettii di merli-
ripongono le ali sui piccini implumi.
Vivo in un abbaglio assoluto, il tuo:
per te nei miei occhi c’è una goccia ogni crepuscolo.