Perchè continui a percorrere
il tuo contorno, le linee armoniose
ti coricherai sul pianoforte dei miei versi
come in terra di boschi o di schiuma
nel sapore del gusto dei frutti delle zolle
o nelle note vivaci della musica marina.
Hai piedi morbidi e arcuati
identici ad un antico lamento
delle anse del vento o del suono-
giunge alle tue orecchie perfette,
infinitesime e rare conchiglie
del fantasmagorico reef del Mar Rosso.
Uguali sono i tuoi seni paralleli
e sono, spiccando il volo, le orbite
che si dischiudono in una luce di stella
o si serrano rarefatte-
mai una perla di lacrima, asciutte-
due città sconfinate nel mare degli occhi.
Non è solo luce che cade nel mondo
il loro bagliore:
è soffocare la neve d’inverno,
da te emana luminaria nei campi
perché sei la stella, accesa dentro.
Sotto la tua cute canta la luna.