Fiamma di luci iridescenti,
viola coronata di spine
cespuglio di frutti selvatici, di mirto
nella danza delle foglie ingiallite
precipita la mia anima di giglio.
Quale richiamo, ciottolo, arazzo
ti mostrò la mia dimora?
Ora ti lambisce la notte. l’aurora,
la terra, l’orzo, l’avena,
la virtù del grappolo del mazzo
di fiori che recai nelle resine dell’atlante
del tuo mondo rigato di fiumi
ove sei magnolia scatenata nella schiuma.
Il territorio del vulcano dei miei baci.