Testi scelti da “Un’orchidea selvaggia” (Transeuropa, Massa Carrara) 2020 dalla critica letteraria Rita Bompadre.

GIOIA

Non sono del tutto innocente

mio malgrado furori,

raffiguro un mondo oppresso e corrotto

nella linfa dei miei giorni

ma tu, in un moto di vivacità,

dischiudi le palpebre dell’aurora.

Il pensiero è sotterrato nei capricci,

in disarmo per non vivere –

ora sei lo specchio volante

d’ogni mio fremito che anche fra cirri

ne fa ridiscendere perle d’acqua

che m’ubriacano di gioia.

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I TUOI OCCHI AMBRATI

Solo il tuo capo d’alberi neri

visto in primo piano,

il tuo capo commosso per me

si paragona senza civetteria

non a una perla d’acqua

ma alla folgore d’un lampo.

Il tuo capo tenero

come la tua cute zuccherina,

il tuo capo delicato e forte

abbandonerà queste lande ai loro sguardi.

Qual è la rinascita che ha prevalso

ora e sempre nella mia vita?

Solo i tuoi occhi ambrati

hanno smentito per sempre

le antiche pozzanghere lunari.

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LA MELODIA

Dietro ai vetri una volta brinati,

in una stanza calda e nella penombra,

in una veste sgargiante

di solito lei non è così senza senno,

diffida dello specchio dei miei occhi –

ora è smaniosa di mostrarmi la sua nudità.

Futuro di presente di carne

in una corolla d’acqua

di maree di speranze,

d’un oggi di baci incarnati

come diamanti forgiati

per un abisso di piacere.

Lei indulge al mio desiderio

d’amarla sopra a questa terra azzurra,

ai miei sconfinati sogni innocenti –

la melodia non si dileguerà.

—————————–

UN’ORCHIDEA SELVAGGIA

Salgo per le vie dell’ombra

nelle falde d’un sonno agitato

giungendo a te, la multipla –

il mare regna vicino

fra gli acuti di canarini di primavera –

sarà un’estate con le tue forme sode.

Orchidea selvaggia

titubante, calda e ammirevole

invidio la tua anima di giglio,

non invidierò la tua esperienza forgiata

sulla paglia dell’acqua –

s’inchinerà senza tregua la strada dell’amore.

Sarà la via delle tue costole,

del sillabare un alfabeto d’amore,

delle tiepide carezze dei baci,

dei seni aguzzi eretti,

delle natiche tornite,

dello svelare in un canto i ragni del pube.

La perla nera è rarissima

è la pianta maggiore

coinvolta nei giochi

bruna a travaglio vegetale

in un uragano di luce

che ne protegge gli steli.

Pubblicato da Marco Galvagni

Poeta, saggista e critico letterario.

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