AMAMI

Ebbra di spuma agile e leggera,

i miei baci percorrono i tuoi lineamenti

e t’accendono notti azzurrate dai riflessi delle stelle,

risonanza prigioniera come un vaso di creta.

Le foglie cadono dagli aceri,

cadono e muoiono gli uccelli ma tu voli, colomba innamorata.

Vieni, vieni come un usignolo nel sottobosco,

desiderami, fammi vibrare come schiuma nella salsedine.

Ah, mia mesta chimera o mia profumata ghirlanda:

la vita sancirà il nostro solcare un’onda

che s’innalzerà sino ad essere, dea,

due anime gemelle in un futuro di magia.

Fiamma di luce,

liberami da questo cielo cupo che incalza ed annienta.

La scintilla dei tuoi occhi ramati

mi sommergerà nel tuo nido di vertigine e carezze.

Amami.

Chino ai tuoi piedi di velluto ti grido: “amami!”

Passiamo ore di fuoco

in notti pregne di astri e gabbiani.

L’eco della tua voce musicale arde nel vento,

la mia è infranta ed urla:

amami, desiderami come la prima schermaglia di labbra.

Perché con te ogni crepuscolo è il preludio ad una pioggia verde di baci.

Pubblicato da Marco Galvagni

Poeta, saggista e critico letterario.

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