UN VOLO DI RONDINE

Il meriggio consolerà il mattino
per aver trascorso frammenti del nuovo giorno.
Se qualcuno ricorderà l’alba
sarà tempo di quiete sfumato,
ricordo lambito da echi sfiniti,
candido pallore che quasi
richiama il colore del crepuscolo.
Dimenticato è ormai il mattino
in una fitta pioggia di speranza
che ha permeato il meriggio
d’un’apparenza vespertina.
Il giorno regalerà alla notte rose di seta
e verrà il tempo dei vizi, il tempo dei rimorsi
e sarà la foglia d’una pianta appassita
ad ondeggiare ed insegnare
che anche nel vuoto di piombo del silenzio
l’inchiostro sinuoso si agita
e traccia graffiti d’amore.
Udendo gli schiamazzi di quattro ubriachi che cantano,
dolcemente m’assopirò sotto un’arcata di cielo lattiginoso.
Porrò a tacere le membra assonnate
in una notte dove la luce delle stelle
illumina un uragano di passioni.
All’alba sarà un volo di rondine
ad illanguidire d’amore gli alberi,
aprire il cuore a vagiti di speranza
e concedermi l’attesa della nuova stagione.

Pubblicata dalla rivista nazionale Poesia nel 2003

Pubblicato da Marco Galvagni

Poeta, saggista e critico letterario.

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